Parassiti, malattie, profilassi

Parassiti, malattie, profilassi

Andiamo ad analizzare i principali tipi di parassiti che possono infestare i nostri amici pelosi creando, a loro stessi e a noi, disagi più o meno importanti per la loro salute:

1) LE PULCI:

Parassiti esterni ematofagi di pochi millimetri e privi di ali che si nutrono del sangue dell’ospite causando fastidiosi pruriti e in alcuni casi seri problemi come la dermatite allergica, la tenia e la rickettsiosi. Possono essere altresì vettori di virus zoopatogeni, batteri, protozoi, nematelminti e platelminti. Una volta raggiunta la cute dell’ospite la femmina depone tra la peluria 15 – 20 uova al giorno che nel giro di due giorni iniziano a schiudersi o ricadono nell’ambiente circostante. La maggior parte delle pulci trascorrono il periodo invernale nella fase di larve o pupe per diventare poi adulti attivi nelle altre stagioni. Riescono a sopravvivere ad inverni miti quindi è bene contrastarle se le temperature superano indicativamente i 15°C. La lotta contro le pulci risulta particolarmente difficile perché solo il 5% della popolazione è costituito da individui adulti che vivono sul cane e sul gatto, mentre il restante 95% è rappresentato da forme immature (uova, larve e pupe), occorre dunque scegliere dei prodotti che uccidano anche queste ultime e in caso di infestazione associare alla prevenzione sull’animale la bonifica dell’ambiente (Frontline Spray o similari). La presenza di pulci a volte è riconoscibile anche da piccoli puntini neri presenti sulla pancia dell’animale, si tratta proprio di escrementi di pulce; sono facilmente riconoscibili rispetto alla semplice sporcizia dei pori perché se inumiditi con dello scottex bagnato rilasciano sullo stesso macchioline di sangue. Curiosamente le più diffuse infestazioni da pulci sono quelle a opera di Ctenocephalides felis o pulce del gatto, che non disdegna i nostri amici cani.

2) I PIDOCCHI :

Piccoli parassiti appena visibili a occhio nudo che possono vivere sulla cute del cane e del gatto provocando un intenso prurito. Possono essere di due tipi: pungitori (Anopluri) che si nutrono di sangue o masticatori (Ischnocera) che si cibano di pelle morta e peli. Vivono circa un mese e durante la loro vita depongono 200-300 uova (lendini) di colore biancastro attaccate al pelo dell’animale; sono differenti dai pidocchi umani, comportano pediculosi e in genere a essere colpiti sono animali malati, malnutriti o che vivono in condizioni precarie. Ci terrei a precisare che l’uomo non può prenderli visto che sono specie-specifici. Sono maggiormente presenti durante la stagione invernale.

3) GLI ACARI:

Artropodi microscopici che possono causare malattie dermatologiche importanti che si manifestano in concomitanza di deficit immunitari. I maschi si accoppiano e si nutrono della cute, mentre le femmine depongono nuove uova nei follicoli e nelle ghiandole sebacee. Le principali malattie che causano sono: la rogna demodex (rogna rossa), che non è contagiosa né per gli altri animali né per l’uomo, ma viene trasmessa dalla madre ai figli: gli adulti restano pertanto portatori sani; la rogna sarcoptica (scabbia canina o felina), che a differenza della prima può contagiare sia altri animali sia l’uomo; la rogna cheyletiella, caratterizzata da forfora che cammina, arrossamento e prurito ed è contagiosa tra individui della stessa specie; la rogna dell’orecchio (otocariasi) causata da un acaro che si annida nel condotto uditivo creando cerume scuro e forte prurito ed è molto contagiosa. Nella cura di queste patologie si sono avuti buoni risultati con l’uso di Stronghold, Advocate o Bravecto e spugnature medicate.

4) LE ZECCHE:

Piccoli aracnidi ematofagi dall’aspetto tondeggiante, molto pericolosi, oltre a causare irritazioni e infiammazioni della pelle con la loro puntura, possono trasmettere alcune malattie piuttosto gravi come la piroplasmosi, l’erlichiosi, l’hepatozoonosi, la trombocitopenia ciclica infettiva, la rickettsiosi, la borrelliosi/malattia di Lyme e l‘anaplasmosi. Il loro ambiente preferito sono i parchi cittadini, i prati incolti, i cespugli e dovunque vi sia una vegetazione spontanea. Di solito sono presenti da marzo/aprile a ottobre, ma la loro presenza è strettamente correlata alle condizioni climatiche, riescono comunque a sopravvivere anche a temperature di 7/8°C anche se la loro attività risulta più limitata. Le zecche tardive di fine stagione sono le più pericolose per la trasmissione delle malattie. Quelle che interessano cani e gatti sono le zecche dure (Ixodidae/Rhipicephalus) che sono anche le più rilevanti dal punto di vista sanitario e se non individuate e rimosse rimangono attaccate all’animale per giorni o settimane. Risalgono sul pelo dei nostri amici e lo pungono ancorandosi alla cute con un apparato boccale chiamato rostro, durante questa operazione le zecche secernono la loro saliva che può causare reazioni allergiche molto pesanti in alcuni soggetti. Nelle ore successive (16-24) alla puntura vengono trasmessi anche eventuali agenti patogeni assunti dal precedente ospite, pertanto è bene che esse vengano rimosse quanto prima dall’animale. Le zecche non ancora ancorate possono essere rimosse senza problemi con guanti o pinzette, mentre quelle attaccate vanno rimosse con estrema cautela con pinzette specifiche e un movimento rotatorio, avendo cura di estrarre tutta la testa del parassita (consiglio vivamente se non si è in grado di farlo di andare da un veterinario che vi mostri come estrarla e di NON  TIRARLA o VERSARE ALCUNCHÈ sulla zecca per facilitarne la rimozione perché quest’ultima sentendosi soffocare potrebbe rigurgitare immediatamente il suo contenuto, del resto è un parassita difficile da soffocare visto che respira piuttosto raramente), pulire e disinfettare con Betadine o Clorexidina. La zecca va poi subito immersa in alcol e bruciata per non infestare l’ambiente circostante.

5) LE MOSCHE:

Particolarmente fastidiose in estate si dividono in due grosse categorie: la mosca domestica, che non è in grado di pungere ma si deposita di solito su ferite aperte e lesioni della pelle veicolando batteri e virus, e la mosca delle stalle/mosca pungente/mosca cavallina, che attraverso la sua puntura si nutre del sangue e provoca lesioni localizzate. Le mosche sono inoltre in grado di deporre le loro uova nei tessuti dell’ospite andando a creare una patologia nota come miasi. Le larve che ne nascono possono poi nutrirsi dei tessuti stessi penetrando all’interno del corpo fino agli organi e causare setticemia e morte dell’animale. Per queste ragioni le ferite andrebbero monitorate giornalmente soprattutto nella stagione calda e disinfettate con Betadine diluito.

6) I FLEBOTOMI o PAPPATACI:

Sono insetti pelosi di piccole dimensioni simili a piccole zanzare, grandi 2-3 mm e con grosse ali, risultano molto pericolosi per i nostri animali poiché possono trasmettere virus, batteri, rickettsie e ultima ma importantissima una malattia nota come leishmaniosi, una patologia che colpisce il cane e occasionalmente anche l’uomo; il gatto risulta invece molto più resistente a questa malattia tant’è che i casi conosciuti in Italia sono piuttosto rari, vanno comunque tutelati i gatti malati di FIV o FeLV e i soggetti immunosoppressi. In Italia tutte le regioni costiere e le Isole sono considerate endemiche per leishmaniosi, ma negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di infezione anche nelle zone ritenute in passato “non a rischio”: è dunque necessario fare un minimo di prevenzione anche se si vive nel nord Italia. Alle nostre latitudini i pappataci sono attivi tra maggio e ottobre ma è necessario stare attenti ai mutamenti climatici che interessano il nostro territorio. Essendo insetti notturni possiamo proteggere i nostri animali tenendoli in casa dopo il tramonto, e utilizzando zanzariere, insetticidi ambientali e prodotti repellenti a cui questo insetto è molto sensibile.

ATTENZIONE: i repellenti chimici in commercio per i pappataci sono a base di permetrina o deltametrina e NON possono essere utilizzati sui gatti, qualora il cane trattato convivesse con un gatto andrebbero separati fino al completo assorbimento del prodotto (24/48 ore). Non vi sono particolari prodotti atti alla prevenzione della leishmaniosi nel gatto se non la tutela dell’animale nelle ore notturne e i repellenti naturali e ambientali.

N.B.: PROFILASSI CONTRO LA LEISHMANIOSI:

Ci sono pareri contrastanti sul “vaccino” CANILeish per contrastare questa malattia (in realtà non è un vaccino ma una profilassi di rinforzo che permette all’organismo di dare una risposta cellulo-mediata in caso di contagio) e in effetti il materiale in possesso dei veterinari è realmente scarno e privo di dati accurati per poter rispondere alle incertezze e ai dubbi sul suo utilizzo. Per queste ragioni è doveroso informare i proprietari che vogliono utilizzare questa profilassi preventiva che non da una copertura totale ai loro amici a 4 zampe: il cane non è coperto completamente, il vaccino ha diversi limiti e va comunque abbinato ai repellenti spot-on o spray. Inoltre va ricordato che in seguito alla somministrazione la diagnosi di malattia diventa più difficile poiché il cane risulta positivo ai normali test IFAT. A quel punto occorrono test più specifici o la PCR per effettuare una diagnosi. Nelle regioni più endemiche viene proposta, ma sinceramente preferirei ci fossero più garanzie prima di somministrare una profilassi che potrebbe avere effetti collaterali importanti. Se proprio si vuole tutelare il cane, in accordo con il proprio veterinario si può pensare alla somministrazione di Leisguard o altri integratori per il sistema immunitario (DiLeishmun, Krill omega pet…). Da qualche anno anche in Italia è inoltre disponibile un nuovo prodotto di profilassi, più sicuro e con meno controindicazioni, si chiama LetiFend un nuovo farmaco iniettabile costituito da proteina ricombinante sul parassita. Il cane comunque potrebbe ammalarsi e va associato ai comuni metodi protettivi già in uso, ma offre una garanzia di tutela maggiore, stimata intorno al 72%. Buona cosa per le zone ad alta endemicità dove spesso viene utilizzato. Il prezzo è accessibile e basta una sola somministrazione annuale. Il test di positività alla malattia deve essere fatto nel periodo invernale (gennaio/febbraio) per avere una risposta attendibile: faccio notare che spesso i cani che risiedono in zone endemiche risultano debolmente positivi per avvenuto contatto, ma questo non vuol assolutamente dire che il cane si sia ammalato; il test andrà in questo caso ripetuto e il vostro veterinario vi darà informazioni dettagliate in merito. La prevenzione più efficace a oggi è costituita dai prodotti repellenti a base di Permetrina o piretroidi (Vectra 3D, Advantix, Frontline Tri-Act, Exspot, Effitix, Scalibor…). Faccio altresì notare che il Seresto, pur limitando la trasmissione della malattia, non riesce a tutelare il cane dalle punture dei flebotomi e pertanto andrebbe rinforzato, la sua sicurezza è stimata tra il 65 e l’89%. Esiste anche una terapia omeopatica di supporto costituita da granuli di Leishmaniasis canine 30 CH, ma la sua efficacia avrebbe bisogno di approfondimenti ulteriori.

7) LE ZANZARE:

A noi ben note appartengono alla famiglia dei Culicidi e sono dotate di un apparato pungente/succhiante. La femmina è ematofaga ed è responsabile dei fastidiosi pizzichi e della trasmissione delle malattie. Le zanzare comuni nostrane hanno attività prevalentemente crepuscolare e notturna come i pappataci, ma le zanzare tigre sono molto attive anche durante il giorno. Risultano pericolosissime per il cane in quanto vettori di una brutta malattia detta filariosi. Essa si può presentare nella forma cardio-polmonare, causata dalla Dirofilaria immitis, che si localizza nel cuore e nei vasi sanguigni polmonari dell’animale fino a determinarne la morte, e nella forma cutanea, veicolata dalla Dirofilaria repens, con danni decisamente minori. Le forme più gravi di filariosi si sono diffuse a partire dal nord Italia, nella zona della Pianura Padana e nelle zone lacustri, ma grazie alla prevenzione massiccia che si è fatta in questi anni i casi segnalati sono in netta diminuzione. Al contrario emergono sempre più focolai nel resto di Italia, con minore concentrazione in Basilicata e Calabria, dove la prevenzione non era ritenuta necessaria. Come per la leishmaniosi non è una malattia diffusissima tra i felini poiché essi sono ospiti occasionali, ma vanno comunque tenuti sotto controllo i gatti presenti nei territori ad alto rischio come il Veneto e le risaie del vercellese, anche perché per il gatto è una malattia molto pericolosa di difficile diagnosi precoce. In sostanza se vivete in queste zone valutate con il veterinario una terapia di prevenzione adatta ai vostri gatti.

N.B.: PROFILASSI CONTRO LA FILARIOSI:

Anche per questa malattia esiste una profilassi per via parenterale che in passato ha fatto molto discutere per il ritiro dal commercio avvenuto negli Stati Uniti nel 2003 a causa delle numerose segnalazioni di reazioni avverse. Il farmaco  sotto accusa è il Guardian SR, un prodotto a lento rilascio che consente di eseguire una iniezione annuale e garantire una copertura completa al proprio animale. Dopo attente verifiche è stato ritenuto un farmaco necessario, i cui benefici superano il rischio di reazione allergica, ed è stato rimesso in commercio nel 2008. Si può fare tranquillamente anche ai cani di taglia piccola in quanto il principio attivo viene somministrato attentamente in base al peso corporeo. Per il nord Italia sinceramente è un tipo di profilassi consigliata. Può essere fatta dal 6 mese di età del cane. Se fatta entro l’anno non necessita di test pre-iniezione poiché le filarie non hanno ancora avuto modo di svilupparsi. Se invece il vostro cane ha più di 1 anno il test di positività va assolutamente fatto prima di procedere all’iniezione con richiamo annuale. I successivi richiami non necessitano di test. Resta inteso che essendo un tipo di somministrazione a dosaggio singolo ne va valutata la reale necessità e lo stato di salute del cane altrimenti è decisamente meglio fare prevenzione con le pasticche di ivermectina o milbemicina consigliate dal proprio veterinario (Cardotek, Afilaria o Interceptor) con le quali avrete comunque una copertura ottimale. In questo caso ogni anno, massimo due, dovrete fare il test per accertare la negatività alla malattia prima di procedere alla somministrazione, gli effetti collaterali in caso di somministrazione in soggetti positivi possono essere anche gravi. Le pastiglie vanno prese indicativamente tra aprile e ottobre (il mese di inizio dipende dal clima e dalla regione di residenza). Questi farmaci hanno un’efficacia retroattiva quindi vanno dati entro un mese dalla comparsa delle zanzare: ad esempio facendo la prevenzione all’inizio del mese di maggio avrete una copertura completa anche su aprile. Altre profilassi interessanti per la filariosi sono lo Stronghold (spot-on) molto adatto ai cuccioli sotto i 6 mesi, ai gatti e ai soggetti di peso ridotto, che copre anche pulci e acari. O il Next-gard Spectra che copre anche pulci e zecche. Ricordo che attraverso la prevenzione per la filaria l’animale risulta protetto anche da alcuni parassiti intestinali. Un buon rimedio omeopatico repellente associabile a queste terapie sono i granuli di Ledum Palustre 5 CH e 30 CH.

 

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GRAZIE E A PRESTO!!! by Francy 🙂

 


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